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“Abbiamo scoperto un paesaggio che parla”

I ragazzi della Sauro raccontano Chiusavecchia e chiudono l'anno scolastico tra cinema, musica ed Emozioni

Utente SIMONA SAVONA

da Simona Savona

Docente

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«All’inizio pensavamo di raccontare un edificio, ma abbiamo scoperto un paesaggio che parla». È racchiuso in questa frase il senso più profondo di “Emozioni sul Territorio: Chiusavecchia”, il progetto che ha visto protagonisti gli studenti delle classi 2ª e 3ª F della Scuola Secondaria di primo grado Sauro di Imperia e che ha trovato il suo momento culminante nell’anteprima del filmato interamente ideato, progettato e realizzato dai ragazzi.

Ad assistere all’anteprima c’era l’assessore regionale Alessandro Piana, che ha evidenziato il valore educativo e culturale di un progetto capace di promuovere e valorizzare le peculiarità dell’entroterra ligure attraverso lo sguardo delle nuove generazioni.

Presenti inoltre tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione: i Massari Alfredo Anfosso e Piero Merano, il sindaco Luca Vassallo, la storica Maria Luisa Acquarone, don Matteo Boschetti e il giornalista Andrea Pomati, diventati per un giorno anche protagonisti davanti alla macchina da presa. Con curiosità e non poco stupore hanno assistito alla proiezione, rivedendosi sullo schermo nelle scene girate insieme agli studenti.

Determinante il supporto del videomaker Gian Paolo Cambiaso, che ha affiancato i ragazzi nelle riprese e nel montaggio del filmato. Ma il vero racconto è arrivato dalle voci emozionate dei ragazzi “L’esperienza sul territorio ci ha insegnato ad andare oltre lo studio di date e monumenti, ci ha insegnato a fermarci e ad ascoltare, a riconoscere che la storia vive ancora nei paesi, nelle parole degli anziani, nelle mani di chi custodisce tradizioni antiche e negli ulivi che continuano a raccontare il tempo”.

Parole che restituiscono il senso di un percorso nato per conoscere il Santuario di Nostra Signora dell’Oliveto e diventato qualcosa di molto più grande: un incontro con l’identità dell’entroterra ligure. “Abbiamo capito che conoscere il passato non significa soltanto studiarlo, ma creare un legame: con i luoghi, con le persone, con ciò che siamo stati e con ciò che saremo”, hanno raccontato ancora gli studenti. Un legame che si è costruito passo dopo passo tra i caruggi di Chiusavecchia e gli uliveti che circondano il paese, dove gli alberi secolari sono apparsi ai loro occhi come “silenziosi custodi di storie, sacrifici, speranze e tradizioni tramandate di generazione in generazione”.

L’emozione è stata la parola più ricorrente della mattinata. “Chiusavecchia non è stata soltanto un luogo da conoscere, ma una comunità da sentire vicina. Questa esperienza è andata ben oltre una semplice lezione di storia fatta in classe. È diventata Meraviglia. Riconoscenza. Emozioni”.

A suggellare il significato del progetto, la citazione di Cesare Pavese scelta dagli stessi ragazzi: “Un paese ci vuole. Un paese vuol dire non essere soli”. Perché, come hanno concluso, “certi luoghi, quando li ascolti davvero, finiscono per abitarti dentro. Per sempre”.

L’anteprima è stata anche un momento di grande musica. La Sauro, infatti, è una scuola a indirizzo musicale e gli studenti hanno realizzato personalmente l’intera colonna sonora del filmato, eseguendo i brani che accompagnano le immagini. Si sono anche esibiti dal vivo in alcuni pezzi particolarmente apprezzati dagli ospiti e dal pubblico, dimostrando ancora una volta come musica e territorio possano dialogare e raccontarsi a vicenda.

Particolarmente toccante il finale della serata. Dopo il lungo applauso seguito alla proiezione, gli studenti hanno voluto riservare un ringraziamento speciale alla dirigente scolastica. “Non ci siamo dimenticati di lei”, hanno scherzato, spiegando di aver voluto dedicarle uno spazio esclusivo perché li ha sempre “supportati, ma soprattutto sopportati” durante tutti i progetti realizzati negli anni. E tra sorrisi e commozione è arrivato anche il riconoscimento più originale: “In quest’ultimo filmato ha dimostrato di essere un’ottima dirigente e anche un’attrice da Oscar”.

Un omaggio accolto da un caloroso applauso e dalla consegna di un mazzo di fiori, simbolo dell’affetto e della gratitudine dei ragazzi.

In questa occasione l’assessore regionale Alessandro Piana ha rivolto un ringraziamento alla dirigente scolastica Maria Rosa Villa per gli splendidi progetti realizzati sul territorio nel corso dell’anno, agli insegnanti e agli studenti delle classi 2ª e 3ª F, “in particolare a quelli del corso musicale che hanno contribuito alla realizzazione della colonna sonora del filmato, per l’impegno, la creatività e la sensibilità dimostrati”.

Dietro il progetto c’è stato un importante lavoro di squadra coordinato dalle referenti professoresse Alessandra Lagorio e Paula Pellacini, con il contributo degli insegnanti di strumento Alessandro Aglianò (chitarra), Alfio Badano (percussioni), Chiara Donnarumma e Fabio Poretti (flauto traverso), Leonardo Ferretti e Luisa Repola (pianoforte), Lavinia Golfarini (violoncello), Marco Mascia (violino) e Davide Ravasio (clarinetto).

I docenti hanno voluto ringraziare i genitori degli studenti con una bellissima frase che appare nei titoli di coda del filmato: “un sentito ringraziamento alle famiglie che accolgono sempre con entusiasmo, fiducia e partecipazione i progetti proposti, contribuendo in modo prezioso alla loro realizzazione.

-La famiglia e la scuola sono due forze che, quando collaborano, non si sommano ma si moltiplicano- Maria Montissori”. Un progetto che ha lasciato il segno, dentro e fuori la scuola, e che ha dimostrato come il territorio possa diventare racconto, emozione e appartenenza. “Ci ha proprio cambiato il modo di vedere i posti: ora li sentiamo nostri… e non è poco”, hanno detto i ragazzi tra sorrisi e applausi finali.

Perché, alla fine, quando la scuola incontra il territorio, il risultato è semplice e potente allo stesso tempo: un legame che vale più di qualsiasi voto.

E per chiudere con il loro linguaggio, qualcuno sorride e dice: “six seven”… giusto per sottolineare, con leggerezza e a modo loro, che certe emozioni si capiscono anche senza bisogno di spiegarle.