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«Siate fieri delle vostre idee, credete negli ideali»: la memoria diventa lezione di vita alla Sauro

La Sauro al convegno "Il dovere della memoria", organizzato da ANED e ISRECIM.

Utente SIMONA SAVONA

da Simona Savona

Docente

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La storia esce dai libri e incontra le nuove generazioni. È accaduto giovedì 15 ottobre, nella biblioteca di Imperia, dove gli studenti delle classi 3ª F e 3ª N dell’Istituto Comprensivo Sauro hanno partecipato al convegno Il dovere della memoria, organizzato da ANED e ISRECIM, ascoltando la testimonianza del commendatore Alberto Gonzatti, 96 anni, sopravvissuto alla persecuzione nazifascista.

I ragazzi hanno contribuito attivamente all’incontro con musica e letture. Giosuè, della 3ª F, ha eseguito intermezzi musicali al violino; Lorenzo, della 3ª N, ha letto una lettera scritta da Gonzatti durante la prigionia. Beatrice e Cecilia, anch’esse della 3ª N, hanno interpretato Ballata delle donne di Edoardo Sanguineti, composta in occasione del quarantacinquesimo anniversario della Liberazione, dedicandola alla memoria di Pierina, partigiana e cognata di Gonzatti.

La testimonianza ha ripercorso la drammatica vicenda di Alberto, arrestato a quattordici anni nel 1944 e rinchiuso per venti giorni nelle carceri Nuove di Torino, e della sua famiglia, colpita dalla deportazione: la madre Ilda a Ravensbrück, il fratello Franco a Dachau e l’altro fratello, Dario, nel campo di Bolzano.

Ma è stato soprattutto al termine del convegno che si è manifestata la forza delle sue parole. Profondamente emozionati dal racconto, alcuni ragazzi hanno voluto raccogliersi intorno a Gonzatti per continuare ad ascoltarlo, porgli domande e dialogare con lui. Un momento spontaneo e intenso, nel quale la storia ha smesso di essere soltanto materia di studio per diventare esperienza umana, vicina e concreta.

Commosso, Gonzatti ha ricordato la fierezza della madre, Ilda Broggia, deportata a Ravensbrück. Quando i tedeschi la accusarono di aver trasmesso ai figli ideali sbagliati, spingendoli a schierarsi con la Resistenza, lei rispose con orgoglio di essere fiera dell’educazione che aveva dato loro. Una risposta coraggiosa, pagata con dieci mesi di prigionia. È da questo ricordo familiare, ancora carico di emozione, che Gonzatti ha tratto il messaggio rivolto ai ragazzi:

«Siate fieri delle vostre idee, non piegatevi mai e soprattutto difendete i deboli, date loro una mano e non tollerate i soprusi. Credete negli ideali. La vita senza ideali è una vita da animali, non da persone degne di essere tali. La fierezza non si compera al supermercato».

Parole che hanno dato all’incontro il suo significato più profondo: educare alla memoria significa anche educare al coraggio, alla libertà di pensiero e alla responsabilità verso gli altri. Attraverso lo studio della storia, la musica, le letture e il confronto diretto con un testimone, gli studenti della Sauro hanno vissuto un’esperienza di educazione civica autentica, capace di lasciare insegnamenti che vanno oltre la scuola.

Il desiderio dei ragazzi di fermarsi ancora accanto a Gonzatti, anche quando tutto era finito, racconta forse meglio di ogni altra cosa il valore di questa giornata: una testimonianza ascoltata con la mente, ma soprattutto accolta con il cuore.

Gli studenti sono stati accompagnati dagli insegnanti Anna Vatteone, Marina Zapponi, Marina Carli, Riccardo Settime e Paula Pellacini.

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